La LeNtE di...GRAdimENto:
messa a fuoco Artisti
a cura di
InVeNt'ArTiÒ
Spazio
recensioni:___________________________
F.A.T.A.:
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Alessandro Albarelli (Chitarre) "Brando" (Tastiera Sintetizzatore e Voce) Davide "Choach" Romitti (Basso) Milo Mazzola (Batteria) Roberto Ferrari (Voce) Diego Pallavera (Voce in "Bambole di Plastica) (Testi di R. Ferrari - Musiche e arrangiamenti F.A.T.A.)
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Titoli e...messa a fuoco: |
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"F.A.T.A." Il loro nome, è un acronimo delle iniziali dei quattro elementi fondamentali: "Fuoco Aria Terra Acqua". Sono in attività dal '93 e si presentano, con un percorso artistico di tutto rispetto e un CD Demo dal titolo: "demodé" (contenete sei tracks) Prima di inoltrarci nella stesura di alcune considerazioni/sensazioni evocate dall'ascolto, riportiamo per Voi alcune frasi dalla biografia dei "F.A.T.A" che svelano di ispirarsi a "Testi riflessivi ed intimisti" e scelgono di rilanciare tematiche come: "L'amore, la ricerca di spiritualità e dei sentimenti dell'uomo e la sua impotenza, di fronte ad un sistema che soffoca l'individualità..." Be...per cominciare, anticipiamo che...nei brani c'è davvero tutto questo!
I titoli 1) Bambole di plastica 2) Solo Tu 3) Sullo Specchio 4) Perfetta 5) Madre 6) Confini
1) "BAMBOLE DI PLASTICA" Intelligente ricercatezza rock, vitale e straripante, che esalta il frutto di una coerenza sonora, attenta ad ogni dettaglio e direzionata nella track con impeto nuovo. Liriche evocative interpretate con grande espressività, in cui il nostro tentativo di cogliere i contenuti, "s'illumina" scoprendo a poco a poco grandi profondità metaforiche. Parole che emergono dal rigo, in un coraggioso tentativo (da vincente) di prendere le distanze da un clichè che... riflette il grigiore di un vuoto di valori, e consapevolezza... in abito sonoro "New Decadent".
2) "SOLO TU" Note, parole e interpretazione, lanciate nel vortice di un amore finito. Note e parole e interpretazione che scavano una strada interiore dove l'autore incontra il suo stato d'animo disorientato, in un "castello di sentimenti" ormai fatiscente ma in cui è ancora pulsante, l'altra presenza. Nel testo, la ricerca di una ragione e di un'ispirazione, la ribellione all'inferno dell'autocritica; come una corsa all'indietro, tra le ombre sonore di pareti musicali, in cui brillano stupende venature dark wawe... e una chitarra distorta accentua la vertigine.
3) SULLO SPECCHIO Nel testo, par di interpretare, lo specchio come possibilità di autocritica, di confronto con se stessi, di presa di coscienza di quanto l'altro (o l'altra parte di noi) possa aver segnato il mutamento, rispetto a ciò che si era prima e a come ci si scopre al momento in cui le direzioni cambiano (o inniziano i conflitti). il riflesso restituisce ancora il malessere di uno sdoppiamento che si presta a più interpretazioni. La musica, l'interpretazione si fondono in sbalzi d'umore e rilanci di tensione, decisamente in tema.
4) "PERFETTA La ricerca della ragione, si rincorre su strade sonore soffuse, palpitanti e ricche di vibrazioni, talvolta graffianti e volutamente distorte. "Sei bella e brilli come una stella...coperta di fango" è uno dei versi che
5) MADRE Un'architettura sonora sfavillante, dove la la ricerca inquieta (che il soggetto compie), diventa rassegnazione, non prima però, di aver animato un turbine di interrogativi (sui valori, sentimenti, sui perchè di una "resa", sulla difficoltà di comunicare...). E ancora...il bisogno di riscontri. La realtà tagliente: "Madre sono solo l'ultimo a cadere giù", "Madre...sono un'altra porta che non si apre più!" La ricerca di comunicazione che non trova sbocco, il dialogo che manca e si trasforma in bisogno: "Forse basterebbe domandare, tu che cosa vuoi?" Domande lanciate come boomerang, in un" vento musicale", consapevole della sua energia, che ruota su se stesso, senza pace, nell'urgenza di avere risposte. E diventa lamento...grido. Travolgente!
6) Confini Un fiume sonoro intelligente ed impetuoso dove la corrente passa dal torbido al limpido e viceversa, e l'energia si contorce nei gorghi prima di svanire tra gli effetti. Il moto dell'animo...in un viaggio inedito oltre i margini schematici, oltre lo spazio e il tempo e un'attesa sospesa: "Le tue mani... ad aspettare."
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